La Storia
I gòcius de Sant’Efis
I gòcius sono gli inni devozionali che in Sardegna si cantano in occasione delle feste dedicate ai santi o alla Madonna. Le loro origini risalgono al Medioevo romanzo e alla lirica religiosa in volgare fiorita in Provenza, poi diffusasi in Catalogna e Castiglia, prima di raggiungere l’isola nella seconda metà del XVI secolo.
Si tratta di testi poetici che seguono regole ben precise. I versi, tutti in metro ottonario, si aprono con una quartina introduttiva detta pesada, caratterizzata da rima ABBA o ABAB. Segue un numero variabile di strofe composte da sei versi, l’ultimi dei quali presenta sempre la stessa rima. Quanto vengono cantati, ogni strofa è seguita dalla torrada, ovvero una coppia di versi tratta dalla quartina iniziale che riporta l’invocazione al santo.
Tra i gòcius più conosciuti dell’intera tradizione sarda spiccano quelli dedicati a Sant’Efisio Martire. I primi testi noti, in lingua castigliana e nella variante campidanese del sardo, compaiono in appendice ai libretti delle novene risalenti alla metà del Settecento. La versione che si canta ancora oggi ripercorre in tredici strofe la vita del Santo. Ben nota a tutti i sardi è la quartina iniziale, che recita:
| Protetori poderosu De Sardigna speziali Liberanosi de mali Efis Martiri gloriosu | Protettore poderoso Della Sardegna speciale Liberaci dai mali Efisio Martire glorioso |
A Pula, durante la festa di Sant’Efisio, i gòcius risuonano nelle processioni e nelle celebrazioni religiose, intonati dai confratelli o dall’intera assemblea dei fedeli, con o senza accompagnamento strumentale. Rispetto alla versione in uso a Cagliari, l’intonazione pulese presenta alcune differenze melodiche e prevede la ripetizione dell’ultimo verso della quartina.
A Pula è inoltre conosciuto un altro testo di di gòcius dedicati a Sant’Efisio, composto dal poeta locale Luigi Melis. Formato da ben trentaquattro strofe, è cantato perlopiù nei momenti informali dai gruppi folkloristici e nelle glorieddas. La quartina iniziale recita:
| A Efìsiu glorificau A sa celesti manu degna Prega po tutu sa Sardegna Santu a Nora martirizau | A Efisio glarificato Alla celeste mano degna Prega per tutta la Sardegna Santo a Nora martirizzato (M. L.) |


